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Visita andrologica: quando serve, come si svolge e perché è importante

Visita andrologica: quando serve, come si svolge e perché è importante

Nel percorso di cura della propria salute, gli uomini tendono spesso a trascurare un aspetto fondamentale del loro benessere: quello riproduttivo e sessuale. Complice una cultura che ancora fatica a sdoganare il dialogo su temi intimi, molti ritardano la prima visita specialistica, rivolgendosi al medico solo in presenza di problemi conclamati. Eppure, la visita andrologica non è solo un appuntamento per affrontare disfunzioni o patologie; è un atto di prevenzione cruciale, un investimento nella propria salute maschile a ogni età. 

Spesso considerato un controllo imbarazzante o superfluo, la visita andrologica è un'opportunità per monitorare la salute degli organi riproduttivi, prevenire malattie e affrontare precocemente problematiche che, se ignorate, possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita.

Che cos’è la visita andrologica e perché è utile a ogni età

La visita andrologica è un controllo medico specialistico focalizzato sulla salute dell'apparato riproduttivo e urogenitale maschile. L'andrologo è il medico specializzato in andrologia, la branca della medicina che si occupa delle patologie dell'apparato genitale e riproduttivo maschile, nonché dei disturbi della sfera sessuale e della fertilità.

L'utilità della visita andrologica si estende a ogni fase della vita maschile:

  • Nell'adolescenza (tra i 14 e i 18 anni): la prima visita andrologica è consigliata per valutare il corretto sviluppo puberale, identificare precocemente anomalie congenite (es. criptorchidismo, fimosi), fornire informazioni sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) e sulla contraccezione, e affrontare dubbi legati alla sessualità e alla fertilità. È un momento educativo fondamentale.
  • In età adulta (18-40 anni): la visita è utile per controlli di routine, screening per MST, valutazione della fertilità (se si desidera una gravidanza), e per affrontare eventuali disturbi sessuali (es. disfunzione erettile, eiaculazione precoce) o problemi urogenitali.
  • Dopo i 40-50 anni: la visita andrologica diventa un appuntamento cruciale per la prevenzione di patologie legate all'invecchiamento, come l'ipertrofia prostatica benigna (IPB) e il tumore alla prostata, oltre che per la gestione dei cambiamenti ormonali (andropausa) e dei disturbi sessuali.

La visita andrologica, quindi, non è solo per chi ha un problema, ma un atto di prevenzione proattiva per mantenere la salute maschile a 360 gradi.

Che differenza c'è tra l'andrologo e l'urologo?

Spesso, i ruoli dell'andrologo e dell'urologo vengono confusi, ma, sebbene le loro competenze si sovrappongano in alcune aree, sono due specializzazioni distinte.

L'urologo è il medico specialista che si occupa delle patologie dell'apparato urinario maschile e femminile, e dell'apparato riproduttivo maschile. Il suo campo d'azione comprende quindi malattie dei reni, delle vie urinarie (ureteri, vescica, uretra), e degli organi riproduttivi maschili (prostata, testicoli, pene). L'urologo tratta condizioni come calcoli renali, infezioni urinarie, tumori della vescica o del rene, ipertrofia prostatica benigna e tumori della prostata.

L'andrologo, come detto, è il medico specialista che si concentra specificamente sulla salute riproduttiva e sessuale maschile. La sua expertise è mirata a patologie che influenzano la fertilità maschile (es. varicocele, azoospermia), i disturbi della sfera sessuale (es. disfunzione erettile, eiaculazione precoce, calo della libido), gli squilibri ormonali maschili (andropausa) e le malattie dei testicoli e del pene.

In sintesi:

  • l'urologo si occupa dell'apparato urinario di entrambi i sessi e dell'apparato riproduttivo maschile.
  • l'andrologo si occupa specificamente dell'apparato riproduttivo e sessuale maschile.

Le due specializzazioni sono complementari. Un problema alla prostata, ad esempio, può essere trattato sia dall'urologo che dall'andrologo, a seconda della specifica natura del problema e della sua manifestazione.

Quando è consigliato il primo controllo andrologico

Il momento ideale per il primo controllo andrologico è un aspetto cruciale della prevenzione maschile. Gli specialisti raccomandano generalmente la prima visita andrologica in età adolescenziale, preferibilmente tra i 14 e i 18 anni.

Questo periodo è considerato ottimale per diverse ragioni:

  • Valutazione dello sviluppo puberale: permette di verificare che lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari stia avvenendo correttamente e nei tempi fisiologici.
  • Identificazione precoce di anomalie congenite: alcune condizioni, come il criptorchidismo (testicolo ritenuto) o il varicocele (dilatazione delle vene del testicolo), se identificate e trattate precocemente, possono prevenire problemi di fertilità in età adulta.
  • Educazione e prevenzione: è l'occasione per il medico di fornire al giovane informazioni corrette e basate sull'evidenza riguardo a:
    • la sessualità e i suoi aspetti fisiologici.
    • la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (MST).
    • le opzioni contraccettive.
    • l'autoesame testicolare per la diagnosi precoce del tumore al testicolo, che è il tumore più comune tra i giovani uomini.
  • Affrontare dubbi e paure: l'adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti e incertezze. La visita andrologica offre uno spazio sicuro per porre domande e dissipare dubbi legati alla sfera sessuale e riproduttiva.

La prima visita andrologica, quindi, non dovrebbe essere vista come un controllo per un problema già esistente, ma come un appuntamento di prevenzione e di educazione alla salute, un investimento nel benessere futuro.

Sintomi e condizioni che richiedono una valutazione specialistica

Oltre ai controlli di prevenzione raccomandati per età, ci sono sintomi e condizioni che indicano la necessità di una valutazione andrologica specialistica, indipendentemente dall'età. Ignorare questi segnali può ritardare la diagnosi e il trattamento di patologie potenzialmente gravi.

È fondamentale consultare un andrologo se si manifestano:

  • Problemi di sviluppo puberale: assenza o ritardo dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari (es. peli, abbassamento della voce), o sviluppo anomalo.
  • Dolore o gonfiore ai testicoli: qualsiasi dolore, gonfiore, nodulo o cambiamento nella consistenza dei testicoli. Questi possono essere sintomi di infezioni, traumi o, in rari casi, tumori.
  • Varicocele: sensazione di "sacchetto di vermi" nel sacco scrotale, spesso associato a dolore o sensazione di pesantezza, e potenziale causa di infertilità.
  • Fimosi o parafimosi: difficoltà a retrarre o a riportare il prepuzio.
  • Anomalie del pene: incurvamenti, dolore durante l'erezione, lesioni o noduli.
  • Disfunzione erettile: difficoltà a ottenere o mantenere un'erezione.
  • Eiaculazione precoce o ritardata: problemi con il controllo dell'eiaculazione.
  • Calo della libido (desiderio sessuale): una marcata riduzione dell'interesse per l'attività sessuale.
  • Infertilità: se si cerca una gravidanza e non si riesce a concepire dopo un periodo di tentativi.
  • Sintomi di carenza di testosterone: stanchezza cronica, riduzione della massa muscolare, aumento del grasso corporeo, sbalzi d'umore.
  • Malattie sessualmente trasmissibili (MST): presenza di lesioni, secrezioni o altri sintomi sospetti.
  • Problemi urinari: sebbene più di competenza urologica, problemi come difficoltà a urinare, bruciore o sangue nelle urine possono richiedere una valutazione andrologica se legati a patologie prostatiche o genitali.

La comparsa di uno o più di questi sintomi richiede una valutazione andrologica tempestiva.

Cosa si fa nella visita andrologica?

La visita andrologica è un processo che combina una raccolta dettagliata delle informazioni con un esame fisico accurato, per valutare lo stato di salute dell'apparato riproduttivo e urogenitale maschile.

  1. Anamnesi (raccolta della storia clinica): il medico raccoglierà informazioni dettagliate su:
    • sintomi attuali: natura, insorgenza, durata, fattori aggravanti/allevianti.
    • storia medica: malattie pregresse, interventi chirurgici, farmaci assunti, allergie.
    • storia familiare: presenza di patologie urologiche, andrologiche o tumorali in famiglia.
    • storia sessuale e riproduttiva: attività sessuale, uso di contraccettivi, numero di partner, problemi di fertilità, storia di MST.
    • stile di vita: abitudini alimentari, attività fisica, fumo, alcol, uso di droghe, esposizione a fattori di rischio ambientali.
  2. Esame obiettivo generale: il medico valuterà lo stato di salute generale del paziente, inclusi pressione sanguigna, peso, altezza, BMI.
  3. Esame obiettivo andrologico (o urogenitale): questa è la parte centrale della visita. Il medico esaminerà:
    • genitali esterni: pene (per anomalie, lesioni, curvatura), testicoli (per dimensioni, consistenza, presenza di noduli, varicocele, idrocele), epididimi.
    • scroto: per valutare la presenza di masse o anomalie.
    • regione inguinale: per la ricerca di ernie.
    • prostata (negli uomini sopra i 40-50 anni o con sintomi): tramite esplorazione rettale digitale (DRE), per valutarne dimensioni, forma e consistenza.

Esami diagnostici aggiuntivi: dal liquido seminale all’ecografia

A seconda dei sintomi e dei risultati dell'esame obiettivo, l'andrologo potrebbe richiedere esami diagnostici aggiuntivi per approfondire la diagnosi.

  1. Esami del sangue:
    • dosaggi ormonali: testosterone (totale e libero), LH, FSH, prolattina, estradiolo, ormoni tiroidei. Utili per valutare la funzione ormonale e diagnosticare ipogonadismo o altri squilibri.
    • PSA (Antigene Prostatico Specifico): un marcatore per la salute della prostata, utilizzato nello screening del tumore alla prostata.
    • glicemia, profilo lipidico: per valutare la salute metabolica e cardiovascolare.
  2. Esame del liquido seminale (spermiogramma):
    • obiettivo: valutare la fertilità maschile.
    • cosa valuta: volume, concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi.
    • quando richiesto: in caso di problemi di fertilità di coppia.
  3. Ecografia:
    • ecografia scrotale: per visualizzare testicoli, epididimi e strutture circostanti, utile per diagnosticare varicocele, idrocele, cisti, tumori testicolari.
    • ecografia prostatica transrettale: per visualizzare la prostata, valutarne dimensioni e struttura, e guidare biopsie se necessario.
    • ecografia peniena (con o senza farmaci): per valutare la circolazione sanguigna nel pene in caso di disfunzione erettile.
  4. Uroflussometria:
    • obiettivo: valutare il flusso urinario.
    • quando richiesto: in caso di sintomi urinari (es. difficoltà a urinare, flusso debole), per valutare la funzione della vescica e l'ostruzione prostatica.
  5. Altri esami: a seconda del caso, possono essere richiesti test genetici, biopsie (es. prostatica), o altri esami specifici.

Consigli utili per arrivare preparati alla visita

Arrivare preparati alla visita andrologica può aiutare il medico a ottenere un quadro clinico più completo e a rendere la visita più efficiente e meno imbarazzante.

  1. Non avere timore o vergogna: la visita andrologica è un controllo medico come un altro. Il medico è un professionista abituato ad affrontare questi temi.
  2. Prepara una lista di sintomi e domande: annota tutti i sintomi che hai notato (anche quelli che ti sembrano irrilevanti), quando sono iniziati, come si manifestano. Prepara anche le domande che vuoi porre al medico.
  3. Informa il medico su farmaci e patologie: porta un elenco di tutti i farmaci, integratori per la salute intima dell’uomo e rimedi che assumi regolarmente. Informa il medico su tutte le patologie di cui soffri o hai sofferto.
  4. Storia familiare: raccogli informazioni su eventuali malattie urologiche, andrologiche o tumorali nella tua famiglia.
  5. Igiene personale: esegui una normale igiene intima prima della visita. Non sono necessarie preparazioni particolari.
  6. Non fare l'autoesame testicolare subito prima: se esegui l'autoesame testicolare regolarmente, non farlo immediatamente prima della visita, per non alterare la sensibilità o creare ansia.
  7. Sii onesto e aperto: fornire informazioni accurate e complete al medico è fondamentale per una diagnosi corretta.

Controlli di prevenzione: quanto spesso farli dopo i 40 anni

Dopo i 40 anni, i controlli di prevenzione andrologica diventano sempre più importanti, con un'attenzione particolare alla salute della prostata e al monitoraggio ormonale.

  • Visita andrologica (o urologica) annuale o biennale: a partire dai 40-45 anni, è consigliabile eseguire una visita di controllo regolare, anche in assenza di sintomi. Questo permette di:
    • screening per il tumore alla prostata: tramite esplorazione rettale digitale (DRE) e, se indicato, dosaggio del PSA (Antigene Prostatico Specifico). La decisione di eseguire il PSA e la sua frequenza dovrebbe essere discussa con il medico, valutando i rischi e i benefici individuali.
    • valutazione della salute prostatica: per diagnosticare precocemente l'ipertrofia prostatica benigna (IPB), una condizione comune che causa problemi urinari.
    • monitoraggio dei livelli ormonali: per valutare eventuali cali di testosterone (andropausa) e i sintomi associati.
    • discussione su salute sessuale: per affrontare precocemente eventuali disfunzioni erettili o altri problemi.
  • Esami del sangue:
    • PSA: discussione con il medico sulla frequenza.
    • Testosterone totale e libero: se ci sono sintomi di carenza.
    • Profilo lipidico e glicemia: per monitorare il rischio cardiovascolare e metabolico.
  • Controllo della pressione sanguigna: regolare.
  • Screening per il tumore del colon-retto: a partire dai 50 anni, con test per la ricerca del sangue occulto nelle feci o colonscopia, secondo le linee guida.
  • Visita dermatologica: per il controllo dei nei e per lo screening del cancro della pelle.

La prevenzione è la chiave per mantenere la salute maschile a lungo termine. Un dialogo aperto con il proprio medico e controlli regolari sono un investimento prezioso nel proprio benessere.