{"product_id":"actisinu-200-mg-30-mg-12-compresse-rivestite","title":"Actisinu 200mg Ibuprofene + 30mg Pseudoefedrina 12 Compresse Rivestite","description":"\u003ch2\u003eDenominazione\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eACTISINU 200 MG\/30 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003ePrincipi Attivi\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eOgni compressa rivestita con film contiene 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina cloridrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eEccipienti\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eNucleo della compressa Cellulosa microcristallina Calcio idrogeno fosfato anidro Croscarmellosa sodica Amido di mais Silice anidra colloidale Magnesio stearato Rivestimento della compressa Ipromellosa Macrogol 400 Talco Titanio diossido (E171) Ossido di ferro giallo (E172)\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eIndicazioni\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eTrattamento sintomatico della congestione nasale associata a rinosinusite acuta di sospetta origine virale con cefalea e\/o febbre. ACTISINU è indicato negli adulti e negli adolescenti di età pari o superiore a 15 anni.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eControindicazioni\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003e• Ipersensibilità all’ibuprofene, alla pseudoefedrina cloridrato o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; • Pazienti di età inferiore a 15 anni; • Donne nel terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6); • Madri che allattano al seno (vedere paragrafo 4.6); • Pazienti che hanno mostrato in precedenza reazioni di ipersensibilità (es. broncospasmo, asma, rinite, angioedema o orticaria) conseguenti all’impiego di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); • Anamnesi di sanguinamento o perforazione gastrointestinale correlati a una precedente terapia con FANS; • Episodi attivi o anamnesi di ulcera peptica\/emorragia ricorrente (due o più episodi distinti di ulcerazione o sanguinamento dimostrati); • Sanguinamento cerebrovascolare o di altra natura; • Anomalie ematopoietiche inspiegabili; • Insufficienza epatica grave; • Insufficienza renale grave; • Insufficienza cardiaca grave; • Gravi disturbi cardiovascolari, coronaropatia (malattia cardiaca, ipertensione, angina pectoris), tachicardia, ipertiroidismo, diabete, feocromocitoma; • Anamnesi di ictus o presenza di fattori di rischio per l’ictus (a causa dell’attività α–simpaticomimetica della pseudoefedrina cloridrato); • Rischio di glaucoma ad angolo chiuso; • Rischio di ritenzione urinaria correlata a disturbi uretroprostatici; • Anamnesi di infarto del miocardio; • Anamnesi di convulsioni; • Lupus eritematoso sistemico; • Uso concomitante di altri agenti vasocostrittori utilizzati come decongestionanti nasali, somministrati sia per via orale sia per via nasale (es. fenilpropanolamina, fenilefrina ed efedrina), e metilfenidato (vedere paragrafo 4.5); • Uso concomitante di inibitori della monoamino ossidasi (IMAO) non selettivi (iproniazide) (vedere paragrafo 4.5) o uso di inibitori della monoamino ossidasi entro le ultime due settimane.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003ePosologia\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003ePosologia \u003ci\u003eAdulti e adolescenti di età pari o superiore a 15 anni: \u003c\/i\u003e 1 compressa (equivalente a 200 mg di ibuprofene e 30 mg di pseudoefedrina cloridrato) ogni 6 ore se necessario. Per sintomi più intensi, 2 compresse (equivalenti a 400 mg di ibuprofene e 60 mg di pseudoefedrina cloridrato) ogni 6 ore se necessario, fino a una dose giornaliera totale massima di 6 compresse (equivalenti a 1200 mg di ibuprofene e 180 mg di pseudoefedrina cloridrato). Non superare la dose giornaliera totale massima di 6 compresse (equivalenti a 1200 mg di ibuprofene e 180 mg di pseudoefedrina cloridrato). Per uso a breve termine. \u003cb\u003eNel caso di peggioramento della sintomatologia deve essere consultato il medico. La durata massima del trattamento è 4 giorni per gli adulti e 3 giorni per gli adolescenti a partire da 15 anni di età. \u003c\/b\u003e In situazioni in cui i sintomi consistono prevalentemente in dolore\/febbre o congestione nasale, preferire la somministrazione di prodotti contenenti un singolo principio attivo. Gli effetti indesiderati possono essere ridotti utilizzando la dose minima per il periodo di tempo minimo necessario al controllo dei sintomi (vedere paragrafo 4.4). \u003ci\u003ePopolazione pediatrica \u003c\/i\u003e ACTISINU è controindicato nei pazienti pediatrici di età inferiore a 15 anni (vedere paragrafo 4.3). Modo di somministrazione Per uso orale. Le compresse devono essere deglutite intere, non masticate, con abbondante quantità di acqua, preferibilmente durante i pasti.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eConservazione\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eNon conservare a temperatura superiore ai 30°C.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eAvvertenze\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eEvitare l’uso concomitante di ACTISINU con altri FANS, compresi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi (COX)–2. Gli effetti indesiderati possono essere ridotti utilizzando la dose minima efficace per il periodo di tempo minimo necessario al controllo dei sintomi (vedere \"Effetti gastrointestinali\" e \"Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari\" qui di seguito). Se i sintomi persistono oltre la durata massima di trattamento consigliata con questo medicinale (4 giorni per gli adulti e 3 giorni per gli adolescenti), le misure da intraprendere devono essere rivalutate, in particolare la possibile utilità di un trattamento antibiotico. Una rinosinusite acuta, di sospetta origine virale, è definita come una serie di sintomi rinologici bilaterali di moderata intensità, dominata dalla congestione nasale con rinorrea sierosa o purulenta, che si verifica in un contesto epidemico. L’aspetto purulento della rinorrea è comune e non corrisponde in modo sistematico a superinfezione batterica. I dolori sinusali, durante i primi giorni della malattia, sono associati a congestione della mucosa sinusale (rinosinusite congestizia acuta) e molto spesso si risolvono spontaneamente. In caso di sinusite batterica acuta, la terapia antibiotica è giustificata. \u003cb\u003e \u003ci\u003eAvvertenze speciali correlate alla pseudoefedrina cloridrato: \u003c\/i\u003e \u003c\/b\u003e • Attenersi rigorosamente al dosaggio, alla durata massima consigliata di trattamento (4 giorni per gli adulti e 3 giorni per gli adolescenti) e alle controindicazioni (vedere paragrafo 4.8). • I pazienti devono essere informati che il trattamento deve essere sospeso nel caso si manifesti ipertensione, tachicardia, palpitazioni, aritmie cardiache, nausea o altri segni neurologici quali insorgenza o peggioramento di cefalea. Prima di utilizzare questo medicinale, i pazienti devono consultare il proprio medico in caso di: • Ipertensione, cardiopatia, ipertiroidismo, psicosi o diabete. • Somministrazione concomitante di farmaci antiemicranici, principalmente vasocostrittori alcaloidi dell’ergot (a causa dell’attività α–simpaticomimetica della pseudoefedrina). • Malattia del tessuto connettivo mista - aumento del rischio di meningite asettica (vedere paragrafo 4.8). • Sintomi neurologici quali convulsioni, allucinazioni, disturbi comportamentali, agitazione e insonnia sono stati descritti dopo somministrazione sistemica di vasocostrittori, principalmente durante episodi febbrili o in caso di sovradosaggio. Tali sintomi sono stati più comunemente riportati nella popolazione pediatrica. Come risultato, è consigliabile: • evitare la somministrazione di ACTISINU in combinazione con medicinali in grado di abbassare la soglia epilettogena, quali derivati del terpene, clobutinolo, sostanze atropino–simili e anestetici locali, o in presenza di un’anamnesi di convulsioni; • aderire rigorosamente al dosaggio raccomandato in tutti i casi e informare i pazienti sui rischi di sovradosaggio se ACTISINU viene preso in concomitanza con altri medicinali contenenti vasocostrittori. I pazienti con disturbi uretroprostatici sono più inclini a sviluppare sintomi quali disuria o ritenzione urinaria. I pazienti anziani potrebbero essere più sensibili agli effetti sul sistema nervoso centrale (SNC). \u003cb\u003e \u003ci\u003ePrecauzioni per l’uso correlate alla pseudoefedrina cloridrato: \u003c\/i\u003e \u003c\/b\u003e • Nei pazienti che si sottopongono a intervento chirurgico programmato in cui saranno utilizzati anestetici volatili alogenati, è preferibile sospendere il trattamento con ACTISINU diversi giorni prima dell’intervento a causa del rischio di ipertensione acuta (vedere paragrafo 4.5). Gli atleti devono essere informati che il trattamento con pseudoefedrina cloridrato può comportare positività ai test antidoping. Interferenza con test sierologici La pseudoefedrina potrebbe ridurre la captazione dello iobenguano i–131 nei tumori neuroendocrini, interferendo pertanto con la scintigrafia. \u003cb\u003e \u003ci\u003eAvvertenze speciali correlate all’ibuprofene\u003c\/i\u003e \u003c\/b\u003e: Può verificarsi broncospasmo in pazienti che soffrono di asma bronchiale o malattie allergiche o con anamnesi di tali patologie. I pazienti asmatici devono assumere questo medicinale solo dopo aver consultato il medico (vedere paragrafo 4.3). I pazienti che presentano asma associata a rinite cronica, sinusite cronica e\/o poliposi nasale hanno un maggiore rischio di reazioni allergiche in caso di assunzione di acido acetilsalicilico e\/o FANS. La somministrazione di ACTISINU potrebbe causare un attacco acuto di asma, particolarmente in alcuni pazienti che sono allergici all’acido acetilsalicilico o a un FANS (vedere paragrafo 4.3). L’uso prolungato di un qualsiasi tipo di antidolorifico per la cefalea può farla peggiorare. Se questa situazione si verifica oppure viene sospettata, consultare un medico e sospendere il trattamento. La diagnosi di cefalea da abuso di farmaci (MOH, Medication Overuse Headache) deve essere sospettata nei pazienti che hanno attacchi di cefalea frequenti o quotidiani nonostante (o a causa di) l’uso regolare di medicinali per la cefalea. I pazienti con difetti della coagulazione devono consultare il medico prima di usare questo medicinale. \u003ci\u003eEffetti gastrointestinali: \u003c\/i\u003e La possibilità di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale, anche fatale, è stata riportata con tutti i FANS in qualsiasi momento durante il trattamento, con o senza sintomi di preavviso o una precedente anamnesi di eventi gastrointestinali. Il rischio di sanguinamento, ulcerazione o perforazione gastrointestinale, anche fatale, è maggiore all’aumentare delle dosi di FANS, nei pazienti con anamnesi di ulcera, particolarmente se complicata con sanguinamento o perforazione (vedere paragrafo 4.3), e nei soggetti anziani. Tali pazienti devono cominciare il trattamento alla dose più bassa disponibile. Considerare la terapia di combinazione con agenti protettivi (es. misoprostolo o inibitori della pompa protonica) per questi pazienti e anche per i pazienti che assumono contemporaneamente acido acetilsalicilico a basso dosaggio o altri medicinali che tendono ad aumentare il rischio gastrointestinale (vedere qui di seguito e paragrafo 4.5). I pazienti con anamnesi di tossicità gastrointestinale, principalmente i pazienti anziani, devono riportare ogni eventuale sintomo addominale insolito (principalmente sanguinamento gastrointestinale), particolarmente negli stadi iniziali di trattamento. Si consiglia una particolare attenzione nei pazienti che ricevono medicinali concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazioni o emorragie, quali corticosteroidi orali, anticoagulanti come il warfarin, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o agenti antipiastrinici come l’acido acetilsalicilico (vedere paragrafo 4.5). Sospendere immediatamente il trattamento con ACTISINU in caso di sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale. I FANS devono essere dati con cura ai pazienti con anamnesi di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, malattia di Crohn) in quanto tale condizione potrebbe aggravarsi (vedere paragrafo 4.8). Attraverso il consumo concomitante di alcol, gli effetti indesiderati correlati al principio attivo, particolarmente quelli che riguardano il tratto gastrointestinale o il sistema nervoso centrale, potrebbero aumentare in caso di uso di FANS. \u003ci\u003eEffetti cardiovascolari e cerebrovascolari: \u003c\/i\u003e \u003ci\u003eA causa della presenza della pseudoefedrina cloridrato, le seguenti condizioni sono controindicate (vedere paragrafo 4.3): gravi disturbi cardiovascolari, coronaropatia (malattia cardiaca, ipertensione, angina pectoris), tachicardia, ipertiroidismo, diabete, feocromocitoma, anamnesi di ictus o presenza di fattori di rischio per l’ictus, anamnesi di infarto del miocardio.\u003c\/i\u003e Studi clinici suggeriscono che l’uso dell’ibuprofene, specialmente a dosi elevate (2400 mg\/die) possa essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per esempio infarto del miocardio o ictus). Nel complesso, gli studi epidemiologici non suggeriscono che l’ibuprofene a basse dosi≤1200 mg al giorno) sia associato a un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi. I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia (NYHA II–III), cardiopatia ischemica accertata, arteriopatia periferica e\/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con ibuprofene solo dopo attenta considerazione e devono essere evitate dosi elevate (2400 mg al giorno). È necessario esercitare attenta considerazione prima di iniziare il trattamento a lungo termine di pazienti con fattori di rischio per eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), specialmente se sono necessarie dosi elevate di ibuprofene (2400 mg al giorno). \u003ci\u003eReazioni cutanee: \u003c\/i\u003e Sono state riportate molto raramente gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, comprese dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi epidermica tossica, in associazione con l’uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). I pazienti sembrano essere a rischio maggiore di tali reazioni in una fase precoce della terapia: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. ACTISINU va sospeso alla prima apparizione di eruzioni cutanee, lesioni mucosali o ogni altro eventuale segno di ipersensibilità. \u003cb\u003e \u003ci\u003ePrecauzioni per l’uso correlate all’ibuprofene: \u003c\/i\u003e \u003c\/b\u003e • Pazienti anziani: La farmacocinetica dell’ibuprofene non viene modificata dall’età; pertanto non è necessario alcun aggiustamento della dose negli anziani. Tuttavia, i pazienti anziani devono essere monitorati attentamente in quanto hanno una frequenza maggiore di effetti indesiderati correlati ai FANS, particolarmente sanguinamento e perforazione gastrointestinale, anche fatale. • È richiesta particolare attenzione e uno speciale monitoraggio quando si somministra ibuprofene a pazienti con anamnesi di patologia gastrointestinale (quale ulcera peptica, ernia iatale o sanguinamento gastrointestinale). • Negli stadi iniziali di trattamento, è richiesto un attento monitoraggio della produzione di urina e della funzione renale nei pazienti con insufficienza cardiaca, nei pazienti con compromissione della funzionalità renale o epatica cronica, nei pazienti che assumono diuretici, nei pazienti ipovolemici dopo un intervento chirurgico importante e, in particolare, nei pazienti anziani. Esiste il rischio di danno renale negli adolescenti disidratati. • Se durante il trattamento si verificano disturbi visivi, effettuare un esame oftalmologico completo.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eInterazioni\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003e\u003c\/p\u003e\u003ctable border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\"\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003eCombinazione di pseudoefedrina con\u003c\/b\u003e:\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePossibile reazione\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIMAO non selettivi (iproniazide):\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIpertensione parossistica e ipertermia, anche fatale. A causa della lunga durata di azione degli IMAO, questa interazione può verificarsi fino a 15 giorni dopo la sospensione dell’IMAO.\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAltri farmaci simpaticomimetici o vasocostrittori somministrati per via orale o nasale ad azione indiretta, farmaci α–simpaticomimetici, fenilpropanolamina, fenilefrina, efedrina, metilfenidato:\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eRischio di vasocostrizione e\/o crisi ipertensive.\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eInibitori reversibili delle monoamino–ossidasi (RIMA), linezolid, alcaloidi dopaminergici dell’ergot, alcaloidi vasocostrittori dell’ergot:\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eRischio di vasocostrizione e\/o crisi ipertensive.\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAnestetici alogenati volatili:\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIpertensione acuta perioperatoria. In caso di intervento chirurgico programmato, sospendere il trattamento con ACTISINU diversi giorni prima. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eGuanetidina, reserpina e metildopa: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eL’effetto della pseudoefedrina potrebbe essere ridotto. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAntidepressivi triciclici: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eL’effetto della pseudoefedrina potrebbe essere ridotto o aumentato. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDigitale, chinidina o antidepressivi triciclici: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAumento della frequenza di aritmia. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003c\/table\u003e \u003ctable border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\"\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003eUso concomitante dell’ibuprofene con: \u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePossibile reazione \u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAltri FANS, compresi i salicilati e gli inibitori selettivi della COX–2: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eLa somministrazione concomitante di alcuni FANS potrebbe aumentare il rischio di ulcere o sanguinamento gastrointestinale a causa dell’effetto sinergico. Evitare pertanto l’uso concomitante di ibuprofene con altri FANS (vedere paragrafo 4.4). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDigossina: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eL’uso concomitante di ACTISINU con preparazioni a base di digossina potrebbe aumentare i livelli sierici di tali medicinali. Un controllo della digossina sierica non è generalmente richiesto in caso di uso corretto (massimo per 4 giorni). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eCorticosteroidi: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eI corticosteroidi potrebbero aumentare il rischio di reazioni avverse, principalmente del tratto gastrointestinale (ulcerazione o sanguinamento gastro–intestinale) (vedere paragrafo 4.3). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAgenti anti–piastrinici: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAcido acetilsalicilico: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eLa somministrazione di ibuprofene in concomitanza all’acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento degli eventi avversi. Dati sperimentali suggeriscono che l’ibuprofene, quando somministrato in concomitanza all’acido acetilsalicilico, può inibire competitivamente l’effetto di basse dosi di quest’ultimo sull’aggregazione piastrinica. Nonostante le incertezze riguardanti l’estrapolazione di tali dati alla situazione clinica non si può escludere che l’uso regolare a lungo termine di ibuprofene possa ridurre l’effetto cardioprotettivo di basse dosi di acido acetilsalicilico. Nessun effetto clinicamente rilevante si ritiene probabile in seguito all’uso occasionale dell’ibuprofene (vedere paragrafo 5.1). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAnticoagulanti: (es.: warfarin, ticlopidina, clopidogrel, tirofiban, eptifibatide, abciximab, iloprost) \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eI FANS quali l’ibuprofene potrebbero potenziare l’effetto degli anticoagulanti (vedere paragrafo 4.4). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eFenitoina: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eL’uso concomitante di ACTISINU con preparazioni a base di fenitoina potrebbe aumentare i livelli sierici di tali medicinali. Un controllo dei livelli di fenitoina sierica non è generalmente richiesto in caso di uso corretto (massimo per 4 giorni). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eInibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI): \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eLitio: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eL’uso concomitante di ACTISINU con preparazioni a base di litio potrebbe aumentare i livelli sierici di tali medicinali. Un controllo del litio sierico non è generalmente richiesto in caso di uso corretto (massimo per 4 giorni). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eProbenecid e sulfinpirazone: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eI medicinali contenenti probenecid o sulfinpirazone potrebbero ritardare l’escrezione dell’ibuprofene. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDiuretici, ACE–inibitori, beta–bloccanti e antagonisti dell’angiotensina–II: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eI FANS potrebbero ridurre l’effetto dei diuretici e di altri medicinali antipertensivi. In alcuni pazienti con funzionalità renale compromessa (es. pazienti disidratati o pazienti anziani con funzionalità renale compromessa) la co–somministrazione di un ACE–inibitore, beta–bloccanti o antagonisti dell’angiotensina–II e agenti che inibiscono la ciclossigenasi potrebbe portare a ulteriore deterioramento della funzione renale, compresa una possibile insufficienza renale acuta, che è generalmente reversibile. Pertanto, la combinazione deve essere somministrata con cautela, soprattutto nei soggetti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e va considerato un attento monitoraggio della funzionalità renale dopo l’inizio della terapia concomitante, e quindi periodicamente. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDiuretici risparmiatori di potassio: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eLa somministrazione concomitante di ACTISINU e diuretici risparmiatori di potassio potrebbe portare a iperkalemia (si raccomanda il controllo del potassio sierico). \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMetotressato: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eLa somministrazione di ACTISINU nelle 24 ore precedenti o successive la somministrazione di metotressato potrebbe portare a concentrazioni elevate di metotressato e a un aumento del suo effetto tossico. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eCiclosporina: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIl rischio di danno renale indotto dalla ciclosporina viene aumentato attraverso la somministrazione concomitante di alcuni farmaci antinfiammatori non steroidei. Un simile effetto non può inoltre essere escluso per una combinazione di ciclosporina e ibuprofene. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eTacrolimus: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIl rischio di nefrotossicità è aumentato se i due medicinali vengono somministrati contemporaneamente. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eZidovudina: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eEsistono evidenze di aumentato rischio di emartrosi ed ematoma negli emofilici HIV (+) che ricevono un trattamento concomitante con zidovudina e ibuprofene. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eSulfoniluree: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eLe indagini cliniche hanno dimostrato interazioni tra farmaci antinfiammatori non steroidei e antidiabetici (sulfaniluree). Sebbene ad oggi non siano state descritte interazioni tra ibuprofene e sulfaniluree, si consiglia un controllo dei valori del glucosio ematico come precauzione in corso di assunzione concomitante. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eChinoloni: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eI dati sugli animali indicano che i FANS possono aumentare il rischio di convulsioni associate ai chinoloni. I pazienti che assumono FANS e chinoloni potrebbero avere un aumento del rischio di sviluppare convulsioni. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eEparine; \u003ci\u003eGingko biloba\u003c\/i\u003e: \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMaggiore rischio di sanguinamento. \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003c\/table\u003e\u003ch2\u003eEffetti Indesiderati\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eLe reazioni avverse più comunemente osservate correlate all’ibuprofene sono di natura gastrointestinale. Potrebbero verificarsi ulcere peptiche, perforazione o sanguinamento GI, anche fatali, particolarmente nei soggetti anziani (vedere paragrafo 4.4). A seguito della somministrazione sono stati riportati nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolori addominali, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, esacerbazione di colite e malattia di Crohn (vedere paragrafo 4.4 \"Avvertenze speciali e precauzioni di impiego\"). Meno frequentemente è stata osservata gastrite. In generale, il rischio di sviluppare reazioni avverse (in particolare il rischio di sviluppare gravi complicanze gastrointestinali) aumenta all’aumentare della dose e della durata del trattamento. Sono state riportate reazioni di ipersensibilità a seguito del trattamento con ibuprofene, che potrebbero consistere in: (a) Reazione allergica aspecifica e anafilassi (b) Reattività del tratto respiratorio comprendente asma, asma aggravata, broncospasmo o dispnea (c) Disturbi cutanei vari, comprendenti eruzioni di vario tipo, prurito, orticaria, porpora, angioedema e, più raramente, dermatosi esfoliative e bollose (comprendenti necrolisi epidermica ed eritema multiforme) Nei pazienti con disturbi auto–immuni preesistenti (quali lupus eritematoso sistemico, malattia del tessuto connettivo mista), durante il trattamento con ibuprofene sono stati osservati singoli casi di sintomi di meningite asettica, quali rigidità del collo, cefalea, nausea, vomito, febbre o disorientamento. In associazione con il trattamento con FANS sono stati riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. Studi clinici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, particolarmente a dosi elevate (2400 mg giornalieri) può essere associato a un lieve aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad es., infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4). Il seguente elenco di reazioni avverse si riferisce a quelle osservate con ibuprofene e pseudoefedrina cloridrato a dosi contenute nei farmaci da banco per uso a breve termine. Nel trattamento delle condizioni croniche, sotto trattamento a lungo termine, potrebbero verificarsi ulteriori reazioni avverse. I pazienti devono essere informati di sospendere immediatamente l’assunzione di ACTISINU e consultare un medico qualora si verifichi una grave reazione avversa al farmaco. \u003c\/p\u003e\u003ctable border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\"\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto comune (≥1\/10) \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eComune (≥1\/100, \u0026lt;1\/10) \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon comune (≥1\/1.000, \u0026lt;1\/100 \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eRaro (≥1\/10.000, \u0026lt;1\/1.000 \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro (\u0026lt;1\/10.000) \u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003c\/table\u003e \u003ctable border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"3\"\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003eInfezioni ed infestazioni\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eEsacerbazione di infiammazioni infettive (es. fascite necrotizzante), meningite asettica (rigidità del collo, cefalea, nausea, vomito, febbre o disorientamento nei pazienti con malattie auto–immuni preesistenti (lupus eritematoso sistemico (LES), malattia del tessuto connettivo mista)\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie del sistema emolinfopoietico\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDisturbi ematopoietici (anemia, leucopenia, trombocitopenia, pancitopenia, agranulocitosi)\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003eDisturbi del sistema immunitario\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon comune\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eReazioni di ipersensibilità con orticaria, prurito e attacchi di asma (con abbassamento della pressione arteriosa)\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene e pseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eGravi reazioni di ipersensibilità generalizzata, con segni quali edema facciale, angioedema, dispnea, tachicardia, abbassamento della pressione arteriosa, shock anafilattico\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003eDisturbi psichiatrici\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eReazioni psicotiche, depressione\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAgitazione, allucinazione, ansia, comportamento anormale, insonnia\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie del sistema nervoso\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon comune\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDisturbi del sistema nervoso centrale quali cefalea, capogiri, insonnia, agitazione, irritabilità o stanchezza\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eRaro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eInsonnia, nervosismo, ansia, irrequietezza, tremore, allucinazioni\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIctus emorragico, ictus ischemico, convulsioni, cefalea\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie dell’occhio\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon comune\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDisturbi visivi\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie dell’orecchio e del labirinto\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eRaro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eTinnito\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie cardiache\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePalpitazioni, insufficienza cardiaca, infarto miocardico\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePalpitazioni, tachicardia, dolore toracico, aritmia\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie vascolari\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIpertensione arteriosa\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIpertensione\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie respiratorie, toraciche e mediastiniche\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eRaro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eEsacerbazione di asma o reazione di ipersensibilità con broncospasmo\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie gastrointestinali\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eComune\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eFastidio gastrointestinale, dispepsia, dolore addominale, nausea, vomito, flatulenza, diarrea, costipazione, perdite di sangue gastrointestinali minori che raramente portano ad anemia\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon comune\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eUlcere gastrointestinali talvolta con sanguinamento e\/o perforazione, gastrite, stomatite ulcerosa, esacerbazione di colite e malattia di Crohn (vedere paragrafo 4.4)\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eEsofagite, pancreatite, stenosi intestinale diaframma–simile\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eSecchezza delle fauci, sete, nausea, vomito\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie epatobiliari\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDisfunzione epatica, danno epatico, particolarmente in caso di terapia a lungo termine, insufficienza epatica, epatite acuta\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie della cute e del tessuto sottocutaneo\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon comune\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eEruzioni cutanee varie\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eReazioni bollose comprendenti sindrome di Stevens–Johnson e necrolisi tossica epidermica (sindrome di Lyell), alopecia, gravi infezioni cutanee e complicanze a carico dei tessuti molli in caso di infezione da varicella\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eEruzione cutanea, orticaria, prurito, iperidrosi\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003cb\u003ePatologie renali e urinarie\u003c\/b\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eRaro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDanni al tessuto renale (necrosi papillare) ed elevate concentrazioni di acido urico nel sangue\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eIbuprofene\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eMolto raro\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eAumento della creatinina sierica, edemi (particolarmente nei pazienti con ipertensione arteriosa o insufficienza renale), sindrome nefrosica, nefrite interstiziale, insufficienza renale acuta\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003ctr\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003e \u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003ePseudoefedrina cloridrato\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eNon nota\u003c\/td\u003e \u003ctd valign=\"top\"\u003eDifficoltà nella minzione\u003c\/td\u003e \u003c\/tr\u003e \u003c\/table\u003e Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio\/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo \"www.agenziafarmaco.gov.it\/it\/responsabili\"\u003ch2\u003eSovradosaggio\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eGli effetti clinici del sovradosaggio sono più probabilmente dovuti alla pseudoefedrina cloridrato piuttosto che all’ibuprofene in questo medicinale. Gli effetti non sono chiaramente correlati con la dose assunta a causa della sensibilità inter–individuale alle proprietà simpaticomimetiche. \u003ci\u003eSintomi dovuti all’effetto simpaticomimetico \u003c\/i\u003e Depressione del SNC: es. sedazione, apnea, cianosi, coma Stimolazione del SNC (più probabile nei bambini): es. insonnia, allucinazioni, convulsioni, tremore Oltre ai sintomi già menzionati come effetti indesiderati, possono verificarsi i seguenti sintomi: crisi ipertensiva, aritmie cardiache, debolezza e rigidità muscolare, euforia, eccitazione, sete, dolore toracico, capogiro, tinnitus, atassia, visione offuscata, ipotensione \u003ci\u003eSintomi correlati all’ibuprofene (in aggiunta ai sintomi gastrointestinali e neurologici già menzionati come effetti indesiderati) \u003c\/i\u003e Sonnolenza, nistagmo, tinnitus, ipotensione, acidosi metabolica, perdita di coscienza \u003ci\u003eMisure terapeutiche \u003c\/i\u003e Non è disponibile alcun antidoto specifico. Se il paziente si presenta entro un’ora dall’ingestione di una quantità potenzialmente tossica, si può prendere in considerazione la somministrazione di carbone attivo. Controllare gli elettroliti ed eseguire un ECG. In caso di instabilità cardiovascolare e\/o squilibrio elettrolitico sintomatico, si deve avviare un trattamento sintomatico.\u003c\/p\u003e\u003ch2\u003eGravidanza e Allattamento\u003c\/h2\u003e\n\t\t\t\t\t\t\u003cp\u003eGravidanza \u003ci\u003ePseudoefedrina cloridrato: \u003c\/i\u003e Gli studi su animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). L’uso di pseudoefedrina cloridrato riduce il flusso di sangue uterino materno, ma i dati clinici sono insufficienti relativamente agli effetti sulla gravidanza.\u003ci\u003eIbuprofene: \u003c\/i\u003e L’inibizione della sintesi delle prostaglandine potrebbe influire negativamente sulla gravidanza e\/o sullo sviluppo embrio–fetale. I dati provenienti dagli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo e di malformazione cardiaca e gastroschisi dopo l’uso di inibitori della sintesi delle prostaglandine nei primi mesi di gravidanza. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e con la durata della terapia. È stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore della sintesi delle prostaglandine aumenta la perdita pre e post impianto e la letalità embrio–fetale negli animali. Inoltre, l’aumento dell’incidenza di varie malformazioni, incluse malformazioni cardiovascolari, è stato segnalato in animali a cui è stato somministrato un inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo dell’organogenesi. Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, l’ibuprofene non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se viene utilizzato l’ibuprofene da una donna che sta tentando un concepimento, oppure durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine potrebbero esporre \u003cb\u003eil feto \u003c\/b\u003ea: –tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); –disfunzione renale, che potrebbe portare a insufficienza renale con oligoidroamnios; \u003cb\u003ela madre e il bambino, alla fine della gravidanza\u003c\/b\u003e, a: –possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto anti–aggregante che potrebbe verificarsi anche a dosi molto basse; –inibizione delle contrazioni uterine con conseguente travaglio ritardato o prolungato. Di conseguenza, l’uso di questo medicinale è: Controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza e deve essere somministrato esclusivamente se chiaramente necessario durante il primo e il secondo trimestre. Allattamento Le misure da intraprendere durante l’allattamento derivano dalla presenza di pseudoefedrina cloridrato nella formulazione del medicinale: la pseudoefedrina cloridrato viene escreta nel latte materno. Considerando i potenziali effetti cardiovascolari e neurologici dei vasocostrittori, l’ingestione di questo medicinale è controindicata durante l’allattamento.Fertilità Sono presenti evidenze che i farmaci che inibiscono la sintesi della ciclossigenasi\/prostaglandina potrebbero provocare alterazioni della fertilità femminile attraverso un effetto sull’ovulazione. Questa alterazione è reversibile alla sospensione del trattamento.\u003c\/p\u003e","brand":"JOHNSON'S","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":52165169152301,"sku":"043681028","price":10.15,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0953\/6244\/9709\/files\/actisinu_200mg_ibuprofene_30mg_pseudoefedrina_12_compresse_rivestite_043681028_a.jpg?v=1781859604","url":"https:\/\/www.docpeter.it\/products\/actisinu-200-mg-30-mg-12-compresse-rivestite","provider":"Farmacia online Docpeter , leader per soddisfazione clienti ","version":"1.0","type":"link"}