VEGETALLUMINA ANTIDOLORE GEL 50G 10%

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8,00 €

VEGETALLUMINA ANTIDOLORE GEL 50G 10% è un farmaco appartenente alla categoria dei farmaci per uso topico per dolori articolari e muscolari - Antiinfiammatori non steroidei per uso topico.

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Cos'è VEGETALLUMINA ANTIDOLORE GEL 50G 10%?

VEGETALLUMINA ANTIDOLORE GEL 50G 10% è un farmaco appartenente alla categoria dei farmaci per uso topico per dolori articolari e muscolari - Antiinfiammatori non steroidei per uso topico.

E' indicato per il trattamento locale di contusioni, distorsioni, mialgie, strappi muscolari, torcicollo.

Cosa contiene VEGETALLUMINA?

Principi attivi:

  • 100 g di gel contengono: ibuprofene sale di lisina 10 g.

Eccipienti:

  • isopropanolo;
  • idrossietilcellulosa;
  • sodio para-ossibenzoato di metile;
  • sodio para-ossibenzoato di etile;
  • glicerolo;
  • lavanda essenza;
  • acqua depurata.

Controindicazioni ed effetti secondari

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Per la possibilità di sensibilizzazione crociata, il medicinale non deve essere somministrato ai pazienti nei quali l'acido acetilsalicilico o altri farmaci antiinfiammatori non steroidei abbiano provocato asma, rinite, orticaria o altre manifestazioni allergiche.

Gravidanza.

Allattamento.

Bambini e adolescenti di età inferiore a 14 anni.

Modalità d'uso e posologia

2-4 applicazioni al giorno sulla parte dolorante.

I pazienti anziani dovrebbero attenersi ai dosaggi minimi sopra indicati.

Popolazione pediatrica: non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione: applicare uno strato sottile di gel sulla parte da trattare con un leggero massaggio.

Usare il medicinale per il periodo più breve possibile.

Lavarsi accuratamente e in modo prolungato le mani dopo l'applicazione.

Conservazione

Nessuna istruzione particolare.

Avvertenze

E' opportuno evitare l'applicazione in corrispondenza di ferite aperte o lesioni della cute.

L'uso è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.

La somministrazione deve essere sospesa nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

L'uso, specie se prolungato, può dar luogo a fenomeni locali di sensibilizzazione: alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità interrompere il trattamento e adottare adeguate misure terapeutiche.

Per evitare più gravi fenomeni di ipersensibilità o di fotosensibilizzazione, il paziente non deve esporsi alla luce solare diretta, compreso il solarium, durante il trattamento e nelle due settimane successive.

In caso di reazioni allergiche o di reazioni avverse di maggiore importanza (reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, quali dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica) è necessario sospendere immediatamente la terapia alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

I pazienti sembrano essere a più alto rischio nelle prime fasi della terapia: l'insorgenza delle reazioni cutanee si verificano nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento.

Non usare insieme ad un altro FANS o, comunque, non usare più di un FANS per volta.

Contiene sodio para-ossibenzoato di metile.

Può causare reazioni allergiche (anche ritardate).

Questo medicinale contiene sodio para-ossibenzoato di etil.

Può causare reazioni allergiche (anche ritardate).

Interazioni

L'esiguità dei dati e le incertezze relative alla loro applicazione alla situazione clinica non permettono di trarre delle conclusioni definitive su possibili interazioni con altri farmaci per l'uso continuativo di ibuprofene; non sono state riscontrate interazioni clinicamenterilevanti con l'uso occasionale dell'ibuprofene.

Si tenga conto, in ogni caso, che Ibuprofene può aumentare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin. Popolazione pediatrica: non ci sono dati disponibili.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

Con alcuni farmaci antiinfiammatori non steroidei derivati dell'acido propionico ad uso locale o transdermico sono state segnalate reazioni cutanee con eritema, prurito, irritazione, sensazione di calore o bruciore e dermatiti da contatto.

Sono stati segnalati anche alcuni casi di eruzioni bollose di varia gravità, includenti sindrome di Stevens Johnson, e necrolisi tossica epidermica (molto raramente).

Sono possibili reazioni di fotosensibilità.

Popolazione pediatrica: non ci sono dati disponibili.

Segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco.

Gravidanza e allattamento

L'uso è controindicato in gravidanza e nell'allattamento.

L'inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza.

Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1% fino a circa l'1,5%.

E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia.

Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post impianto e di mortalità embrione/fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare e' stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a:

  • tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare),;
  • disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

  • possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse;
  • inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

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Recensioni clienti

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